PROTEINE DEL LATTE

Le caseine e le proteine del siero del latte sono le due principali frazioni proteiche del latte, con caratteristiche strutturali e funzionali differenti, che ne determinano il comportamento nei processi termici, come la pastorizzazione.

Struttura e comportamento termico

  1. Caseine
    • Le caseine costituiscono circa l’80% delle proteine del latte e si presentano sotto forma di micelle, strutture colloidali formate dall’aggregazione di subunità proteiche stabilizzate dalla κ-caseina e da interazioni con calcio e fosfati.
    • Sono proteine termostabili, il che significa che resistono bene al calore: la pastorizzazione non ne altera la struttura né provoca denaturazione significativa.
    • Tuttavia, condizioni termiche estreme o trattamenti più aggressivi (come l’ultra-pastorizzazione a temperature superiori ai 100°C) possono causare una precipitazione parziale, soprattutto in presenza di variazioni del pH.
  2. Proteine del siero
    • Le proteine del siero rappresentano circa il 20% delle proteine del latte e sono costituite principalmente da β-lattoglobulina, α-lattoalbumina, sierotransferrina e lisozima.
    • A differenza delle caseine, queste proteine hanno una struttura globulare stabilizzata da legami disolfuro e ponti idrogeno.
    • Sono termolabili, quindi più sensibili alla pastorizzazione: già a 65-70°C si innescano processi di denaturazione, che modificano la loro conformazione e la loro solubilità.
    • La β-lattoglobulina, in particolare, tende a interagire con la κ-caseina, formando complessi che possono influenzare le proprietà fisiche del latte, come la viscosità e la capacità di formare schiuma.

Effetti della pastorizzazione nella produzione del gelato e influenza del pH

Quando la miscela del gelato viene pastorizzata, le caseine e le proteine del siero si comportano in modo diverso a seconda della temperatura e del pH della miscela.

Caseine: stabili al calore, ma sensibili al pH

  • Le caseine sono poco influenzate dalla pastorizzazione: la loro struttura a micelle rimane stabile anche a temperature elevate.
  • Tuttavia, il pH gioca un ruolo chiave: se scende sotto un certo valore (circa pH 4,6, noto come punto isoelettrico), le micelle di caseina perdono stabilità e precipitano, formando un coagulo.
  • Nel gelato, però, il pH della miscela rimane generalmente tra 6,3 e 6,6, quindi le caseine restano disperse nel liquido, contribuendo alla stabilità della miscela e all’emulsione dei grassi.

Proteine del siero: sensibili al calore, meno influenzate dal pH

  • Le proteine del siero, al contrario delle caseine, sono molto sensibili alla temperatura: già a 65-70°C iniziano a denaturarsi, modificando la loro struttura.
  • La denaturazione ha due effetti principali:
    1. Aumento della viscosità della miscela, migliorando la stabilità del gelato.
    2. Riduzione della capacità montante, ossia della capacità di incorporare aria, rendendo il gelato meno soffice.
  • Il pH può influenzare questo processo: a valori più acidi (sotto pH 6), la denaturazione avviene più rapidamente e le proteine del siero possono aggregarsi più facilmente, influenzando la texture della miscela.

Impatto sulla qualità del gelato

  • La pastorizzazione aiuta a migliorare la struttura del gelato, ma bisogna trovare un equilibrio: un’eccessiva denaturazione delle proteine del siero può rendere il gelato più denso e meno arioso.
  • Mantenendo un pH adeguato e controllando la temperatura di pastorizzazione, si ottiene una miscela ben bilanciata, con una buona cremosità e una texture uniforme.